Reviews – Sonata (Musica 282, December 2016)

musica recensione sonataLa caratteristica di questo CD di Nicola Montella, giovane chitarrista che ha già al suo attivo numerosi premi ed è al l’inizio di una promettente carriera concertistica, è che solo pochi dei numerosi brani incisi nei 58 minuti rispecchiano le regole canoniche di quella che viene considerata una sonata. Tuttavia, ciascuno di essi è stato chiamato sonata dai rispettivi autori. Come spiega l’elegante libretto che accompagna il disco, Montella si riallaccia al significato più antico del termine sonata: un brano da suonare, invece che da cantare. E` il significato che si dava al termine nel XVI secolo e che restò nell’uso sostanzialmente sino al tardo Settecento. Suonare una sonata per uno strumento solo (la chitarra) ha anche il fascino della gestualità dell’artista; quindi, come le « mini-opere » di pochi minuti che si ascoltano e vedono adesso in alcuni festival, ha una componente importante nel visivo e nella gestualità.

Il disco è una sorta di piccola antologia: inizia con Paganini, la Sonata M.S. 27 in due tempi (Larghetto e Presto Variato) e termina con Paganini, la Sonata M.S. 87 anch’essa in due tempi (Minuetto e Rondò -Allegro); due vere chicche in quanto la produzione di Paganini per chitarra è poco nota. La parte centrale è costituita da dieci variazioni di Miguel Llobet su un tema di Fernando Sor. Sono variazioni, con un intermezzo, molto libere e molto latine che mostrano come il genere avesse ancora i suoi cultori nella prima parte del secolo scorso. La Sonata per chitarra di Alberto Ginastera (siamo nella seconda metà del Novecento ed il lavoro è frutto di una commissione avuta negli Stati Uniti) segue i canonici quattro tempi (Esordio, Scherzo, Canto, Finale) e di struttura regolare sono anche le due composizioni di Napoleon Coste (Etudes de genre op. 38 e Le Depart- Fantasie dramatique op. 31), composizioni fortemente romantiche di impatto immediato. Infine, vengono giustapposte due sonate di Domenico Scarlatti, la prima in un unico movimento e la seconda – K 162 – in quattro brevi movimenti. Montella suona con passione, oltre che con maestria, il suo strumento e ci conduce su sentieri poco esplorati con sonorita` vibranti. Questo disco verra` probabilmente ricordato come il primo di una bella carriera.

Giuseppe Pennisi (Musica)